Da Autoblog.it un altro scoop sugli interni della Bravo che debutterà a gennaio 2007.


Da Autoblog.it un altro scoop sugli interni della Bravo che debutterà a gennaio 2007.


Prima si poi no si è già parlato tante volte dell’impegno dell’Alfa
159 nel Mondiale Turismo, la gloriosa 156 è ancora una macchina valida
ma il peso degli anni si comincia a sentire, e lo sviluppo non è più
quello di prima. E poi c’è la questione dell’immagine e del marketing
che imporrebbe di valorizzare l’immagine sportiva della nuova
importante creatura del marchio, certo le perplessità riguardo le
dimensioni e il peso dell’auto restano ma non sembrano insormontabili,
per contro c’è un ottimo telaio e delle raffinate sospensioni.
Probabilmente
l’asso nella manica sarebbe quello di adottare la trazione posteriore,
tagliando via metà trazione dalla versione Q4, sembra che Berro e i
suoi ci stanno già lavorando in previsione di un ritorno ufficiale nel
2007. Certo in questo caso ci sarà da affrontare la sicura opposizione
dei costruttori rivali che certamente non vedrebbero di buon occhio se
gli organizzatori consentissero all’Alfa una simile opportunità. Per
quanto riguarda il propulsore mancando un 2 litri bisognerebbe
aumentare il 1.9, o diminuire il 2.2, speriamo di avere presto
ulteriori conferme e notizie su questo progetto, il ritorno ufficiale
del marchio Alfa Romeo è di grande importanza per la strategia sportiva
di tutto il gruppo.
FONTE: MOTORSPORT BLOG.COM
Anche la super sportiva ammiraglia del Tridente monterà il cambio automatico, d’obbligo per sfondare negli USA, dove sino ad ora era stata venduta solo col cambio manuale.

Il cambio robotizzato-automatico è della ZF ,nel cambio DuoSelect, la Quattroporte Automatica racchiude la
principale innovazione: un cambio idraulico a 6 rapporti che privilegia
la dolcezza e la fluidità degli innesti senza trascurare la rapidità di
cambiata, a vantaggio del comfort di marcia.
Il sistema di
trasmissione completamente nuovo, prevede un diverso rapporto di
bilanciamento dei pesi (49% anteriore, 51% posteriore) che mantiene
inalterato il carattere estremamente sportivo della Quattroporte.
La nuova trasmissione idraulica esalta la progressione del motore V8 Maserati ai bassi-medi regimi e non ne limita la potenza.
Debutterà al Salone di Detroit del 2007
Si rafforza la collaborazione fra Fiat e Severstal Auto. Powertrain
Technologies (Fpt) e il gruppo russo annunciano la firma di un
memorandum of understanding che prevede la creazione di una joint
venture per la produzione del motore diesel F1a della Fpt.
L’assemblaggio del motore F1a, spiega una nota, avverrà all’interno
degli impianti di produzione dello stabilimento motoristico di
Severstal-Auto vicino Nizhniy Novgorod, nella regione del Volga. Il
motore diesel della Fpt prodotto in Russia sarà installato sul veicolo
commerciale Fiat Ducato (piattaforma X 2/44) e omologato per il nuovo
Suv della Severstal-Auto, l’Uaz Patriot. Fpt e Severstal-Auto
concordano di definire tutte le questioni ancora aperte con l’obiettivo
di firmare i contratti relativi alla joint venture entro il primo
trimestre del 2007.Per Marchionne tutto questo rappresenta un ulteriore importante
consolidamento delle operazioni e del gioco delle alleanze nell’area
dell’Est-Europa. Con Severstal per ora è stato firmato un
pre-agreement, seguirà poi il regolare contratto. La definitiva
ufficializzazione dovrebbe a questo punto esserci nel primo trimestre
del 2007.
I nuovi Ducato saranno quindi poi prodotti direttamente negli
stabilimenti russi. Intanto tutto questo rientra appunto in uno sforzo
di allargamento internazionale che ha visto già il Lingotto chiudere
accordi in India con Tata e in Cina con Saic. Chiaro il disegno di
cercare di riaffermare la propria presenza in mercati a futuro alto
potenziale. Un buon momento per Fiat. E in questi giorni, ciliegina
sulla torta, il giovane Yaki Elkann ha ricevuto pure l’apprezzamento
del Financial Times: è lui il vero erede di Gianni Agnelli. Davvero il
migliore dei complimenti possibili.
Le porte del Lingotto stanno per aprirsi in
casa Fiat al presidente Luca Cordero di Montezemolo. Questa volta,
però, in senso contrario rispetto al 2004 quando l’attuale presidente
prese le redini del gruppo automobilistico in crisi nera. La diplomazia
di casa Agnelli ha deciso. Il lavoro di Montezemolo è stato impagabile
ma il futuro dell’azienda dovrà essere messo al più presto nelle mani
dell’erede indicato dall’Avvocato, e cioè John Elkann, il nipote di 30
anni dell’ultimo patriarca della fabbrica torinese. Le chanche di
Montezemolo sono veramente ridotte all’osso visto che proprio ieri
l’altro artefice del salvataggio, Sergio Marchionne, ha sgombrato il
campo da ogni dubbio. Lui in Fiat c’è stato nel momento del bisogno,
caricandosi di oneri, e ora che è il momento
di capitalizzare il
risanamento ci resta almeno fino al 2010.Così Montezemolo rischia di
fare presto la figura del terzo incomodo. Meglio prepararsi un’uscita
onorevole avrà pensato l’attuale presidente dell’azienda del Lingotto,
dopo che sulla stampa, Gianluigi Gabetti, numero uno delle casseforti
di controllo Ifil e Ifi ha incensato il suo lavoro. «Ha dimostrato di
fare molto bene il mestiere di presidente» ha spiegato Gabetti ma ha
anche ricordato che Montezemolo non ha incarichi operativi. Tradotto:
in un’ipotesi di maggior potere ad Elkann a Montezemolo resterebbe poco
da fare.
Le orecchie avranno sicuramente fischiato al numero uno
Confindustria che già in più occasioni non ha mancato di far conoscere
al grande pubblico le sue ambizioni. Montezemolo, infatti, non ha mai
nascosto negli ultimi tempi la sua intenzione di scendere in campo in
politica. Ma visto che i tempi non sono così veloci il presidente della
Fiat ha già fatto trapelare quale sarà il suo prossimo obiettivo: via
Solferino, ovvero la sede della Rcs- Corriere della Sera. E che resti
veramente poco spazio a Torino per Luca Cordero di Montezemoloi è
dimostrato anche dalla stampa internazionale. Un articolo di Paul Betts
nella sezione European View del Financial Times ha spiegato come John
Elkann, in tandem con Carlo Sant’Albano, il nuovo a.d. della holding di
famiglia, Ifil, abbia portato a termine il suo primo grande affare per
l’acquisto del controllo di Cushman& Wakefield, il gruppo americano
attivo nella fornitura di servizi immobiliari. Tutto questo – continua
Betts – segna «un radicale cambiamento» rispetto ai giorni di appena 18
mesi fa.
Fonte WWW.ILTEMPO.IT